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Risparmio


Si indica con la parola "RISPARMIO", quella porzione di reddito che le persone, le imprese o le istituzioni non spendono nel periodo in cui viene percepito, ma viene accantonato per essere speso in futuro; lo scopo del risparmio è quello di disporre in un momento futuro delle risorse accantonate.



I motivi per risparmiare sono diversi: può essere per far fronte a spese impreviste, oppure per garantirsi un reddito futuro da affiancare e completare quello offerto dal sistema pensionistico pubblico; possiamo suddividere i risparmiatori di uno stato in tre categorie: famiglie, imprese e pubblica amministrazione; la famiglia è la risparmiatrice per eccellenza rispetto alle altre due categorie.



Le imprese private e la pubblica amministrazione, invece, non risparmiano affatto, ma chiedono risorse finanziarie in aggiunta a quelle di cui dispongono. Si può dire, quindi che, spesso sono sostenute direttamente dalle famiglie, che in alcuni casi, acquistano azioni ed obbligazioni da essi emessi.

La parte di reddito che viene risparmiata, varia nel corso del tempo, solitamente riducendosi. E' ovvio che la quota di reddito risparmiata dalle famiglie è proporzionale agli introiti mensili e annuali che quel determinato nucleo familiare possiede. Il costo della vita è continuamente in aumento mentre i redditi familiari rimangono invariati se non addiritura diminuiscono è quindi scontato che anche le quote di risparmio calano.

Gli investimenti che vengono effettuati sono proporzionali alle quote risparmiate; il tipo di investimenti invece, dipende sia dai capitali disponibili a tale scopo sia dall'indole del risparmiatore, se ama più o meno il rischio.

Si nota che chi ha dei grossi capitali da investire e ama un pò il rischio investirà una parte di quei capitali sui mercati azionari o quanto meno su fondi bilanciati o a medio rischio; coloro invece che possono investire piccole cifre, quindi non possono permettersi il benchè minimo rischio di mettere in gioco il capitale, investono su fondi fissi, dove l'interesse è più basso ma hanno più certezze e sopratutto non rischiano di perdere il capitale iniziale.

La propensione al risparmio cambia molto anche con l'età delle persone; i giovani hanno meno propensione al risparmio ma preferiscono investire il loro denaro in divertimento, viaggi, abiti e cose di consumo; solitamente dopo i 40 anni si incomincia seriamente a pensare al futuro e quindi si comprende l'importanza di accantonare delle somme per potersi coprire le spalle nel futuro.

Con l'età si affinano anche le capacità di sfruttare al massimo i propri risparmi convogliandoli in investimenti adatti alle nostre esigenze e alla nostra personalità ed alla voglia di avere utili più o meno alti correndo più o meno rischi. Nel capitolo "Investimenti" e "Tipologie di investimento" affronteremo questo argomento in maniera molto più approfondita.



 




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